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Claudio Cicali – Web Developer and Solution Architect

Rant

Ultimi miei 3 articoli su Edit di HTML.it

Il rarissimo aglio e il prezioso peperone

Sabato sono stato a fare spesa al Carrefour. Quello di Casalecchio, nei pressi di Bologna, è particolarmente grande. Il reparto frutta e verdura mi ha colpito stavolta per la presenza di un sacco di frutta esotica e rarissima: UVA, PEPERONI, PISELLI e (udite udite!) AGLIO! Ebbene, da dove pensate che questa merce preziosa e introvabile possa arrivare? Dall’Italia? Ovviamente no… vi agevolo la soluzione del rebus con un’immagine che ho voluto creare come collage di tante foto che ho fatto nel supermercato. Le conclusioni sono abbastanza ovvie e le lascio come esercizio per il lettore.

(Notare anche quanto sia ipocrita e stupido che alcuni di questi ortaggi che hanno percorso migliaia di chilometri in aereo e/o autotreno sia considerato biologico (scelgobio))

frutta_collage_small


Azionista di maggioranza

Voglio dedicare questo post a coloro che si auspicano che il loro partito raggiunga il 51% dei consensi. È un partito nuovo, appena formato, di cui oggi si chiude il primo congresso e il cui leader va declamando l’inutilità del ferraginoso parlamento e considera la Costituzione una roba antica da riformare. Le parole sono ancora una volta di Indro Montanelli.

Difetti, Mussolini ne ebbe moltissimi, ed errori ne commise a iosa: gli uni e gli altri sono scritti nei fatti, su cui non resta più nulla o quasi nulla da scoprire. L’unico interrogativo cui la Storia deve  ancora rispondere – e forse non vi risponderà mai in maniera convincente – è fino a che punto i difetti del fascismo furono di Mussolini, e fino a che punto furono degl’italiani.

Che al sopruso e alla dittatura Mussolini avesse una vocazione temperamentale e caratteriologica, è indubbio e dimostrato. Ma quanto vi sia stato anche trascinato dagli echi osannanti che gli rimandava la piazza quando si affacciava al balcone, è difficile da valutare. Una volta Churchill, parlando di lui con la buona intenzione di giustificarlo (e di giustificarsi per averlo un tempo ammirato), mi disse: “Come si fa a non diventare padroni di un popolo di servi?“. Era dura da inghiottire, ma difficilmente contestabile. Me lo ricordo benissimo: noi italiani (sì, c’ero anch’io) ridevamo del Duce, ma facemmo tutto il possibile perché lo diventasse sempre di più.

(29 luglio 1983) – La stecca nel coro


Mediaworld e il Samsung T240HD

A mia memoria e spero per l’utilità di qualcuno, voglio raccontare l’acquisto di un monitor Samsung da Mediaworld.

Leggo in rete di questo monitor 24 pollici; se ne parla benone e costa relativamente poco. Affare fatto: vado su bow.it e tento l’acquisto per ecommerce. Al momento del pagamento il monitor è dato disponibile e mi arriverà in un paio di giorni.

Il giorno dopo controllo sul sito e l’ordine è bloccato: il pezzo manca e arriverà in 15/20 giorni. OK, disdiciamo l’ordine; il giorno dopo l’ordine è disdetto (lo si può fare solo via email) e i soldi reintegrati sulla carta di credito.

Cosa ho imparato:

  • Non acquisterò mai più su bow.it (è già la seconda volta che mi fanno lo scherzetto della finta disponibilità)
  • Bow non ha un sistema automatico di annullamento ordine; devi mandare una email e attendere (nel mio caso un giorno intero).
  • Pur pagando con Paypal la procedura di rimborso è immediata (qualche ora). I soldi transitano di nuovo per Paypal e poi vengono riaccreditati tramite carta di credito.

Sopraggiunge il sabato e decido di fare un salto da Mediaworld. Anche loro hanno quel monitor, ma la versione più “lussuosa” ovvero quella che è anche TV. Pazienza, magari un giorno mi tornerà utile. E’ in offerta a 400€: affare fatto. Il commesso mi fa gentilmente sapere che non devo comprarlo se non sono sicuro che la mia scheda video supporti 1900×1200.

“Cambierei la scheda video, nel caso”

“Beh, dipende: se ha una scheda AGP non la troverà più… dovrebbe cambiare tutto il PC”

“… mi dà, per favore, il monitor?”

Appena lo provo, delusione tremenda: la parte superiore dello schermo è più scura (meno retroilluminata) della parte inferiore. Il problema è talmente evidente che decido che si tratta di un difetto; rimballo tutto e il lunedì pomeriggio sono di nuovo da Mediaworld.

Parlo con lo stesso tizio che mi aveva venduto il monitor; si fa descrivere il problema (fidandosi di quello che dico, senza provare il monitor) e poi mi presenta le opzioni:

  1. Mi ridanno i soldi con il diritto di recesso (anche se non potrei, visto che hanno emesso fattura)
  2. Integrando una piccola cifra cambierei monitor, prendendo un HP
  3. Telefono io in Samsung e loro mi rifaranno avere un altro monitor subito, via corriere

Ora qui ammetto che la colpa è mia, avrei dovuto essere un po’  più “aware” dei miei diritti.

Prendo in considerazione l’opzione numero due, ma il monitor HP non lo conosco (e tantomeno gli addetti alla vendita); per cui chiedo:

“Avete una postazione web dove posso fare una ricerca sulle caratteristiche VERE del monitor?”

“Seee, magari!”

“…”

Bene, allora scelgo la 3 (il monitor Samsung mi pare comunque bello e performante… non voglio i soldi indietro).

Torno a casa con il monitor sotto braccio e la mattina dopo telefono in Samsung. La gentilissima ragazza mi informa che potrebbero fare quello che ho chiesto (spedirmi un altro monitor), ma:

  • Mi darebbero un monitor riciclato, non uno nuovo (normale operazione di sostituzione in garanzia)
  • Entro 15 giorni dall’acquisto la SOSTITUZIONE CON PEZZO NUOVO è carico del rivenditore (Mediaworld)

Bene… si riparte per Mediaworld con il monitor sottobraccio.

Finalmente incontro un altro commesso che rimane perplesso per quello che mi aveva dichiarato il suo collega (che non è presente) e mi fa avere subito un altro monitor identico e nuovo.

Tutto bene, dunque? No. Il monitor sostituito ha lo stesso difetto del precedente che, a questo punto, credo sia proprio un problema insito nel modello o nel tipo di costruzione di questi LCD economici.

Lezioni imparate:

  • Se hai bisogno di assistenza professionale e prodotti professionali, non andare da Mediaworld (è una loro scelta, non una loro colpa)
  • Informati sempre molto bene sul monitor LCD che vuoi comprare, soprattutto per quello che riguarda le caratteristiche “nascoste”, ovvero il tipo di retroilluminazione e il tipo di pannelli
  • Se vuoi un monitor serio stai lontano dagli economici pannelli “TN”; costano e valgono poco (a occhio si distinguono per l’angolo di visualizzazione di 160/160 invece dei circa 180/180 di quelli di buona qualità)
  • La Samsung ha un ottimo servizio clienti
  • A Mediaworld chiudono un occhio sul recesso (una settimana) anche verso i professionisti (non so, però, per le aziende)

L’italia dei pazzi, a pezzi

Di solito non uso il blog per commentare quello che succede in questo paese, ma stavolta devo fare un’eccezione. Credo che quello che ieri è stato legiferato sia uno scempio terrificante, per tanti motivi che vanno aldilà delle semplici, reali, conseguenze. Parlo delle motivazioni becere che lo hanno prefigurato, della legittimazione miope di tanta gente che non vede ad un palmo dal proprio naso, parlo di questa sorta di “voto di scambio” che deve garantire alla lega fascista qualche contentino per evitare problemi di navigazione ad un governo di destra sempre più feroce e populista.

E ne parlo solo per un motivo: perché credo che sia l’unica cosa che possa essere fatta; in un paese seppellito dall’ignoranza e dalle lobby cattoliche l’unica speranza è che questi sfoghi siano raccolti dai motori di ricerca, come tanti messaggi in bottiglia in un mare di merda, e che si presentino per sbaglio a coloro che sono convinti di vivere in uno stato di diritto, dove tutti sono uguali e dove non esiste censura.

Ieri sono stati approvati, tra gli altri, tre emendamenti al pacchetto sicurezza che lasciano soltanto stupiti

  1. Possibilità da parte dei medici di denunciare i clandestini; non ce n’era nessun bisogno, ma qualcuno ha sentita la ncessità di complicare la faccenda così che un clandestino pagato a nero da qualche mafioso (del sud o del nord) se si farà male sul posto di lavoro dovrà rischiare la denuncia per curarsi. E’ già difficile convincere una ragazza clandestina a partorire in ospedale, figuariamoci adesso; e ve li siete già scordati i casi di circoncisione fatti in casa? Non era il caso, forse, di andare incontro a queste persone piuttosto che ostacolarle? Cosa dovrebbe risolvere questo provvedimento idiota? E i signori cattolici da che parte stanno? Sono troppo impegnati a dire cazzate su Eluana Englaro (o solo “Eluana”, come la chiamano loro)?
  2. Le ronde padane sono legittimate, ovvero le squadre protofasciste possono scorrazzare come vogliono imponendo il volere dei loro kapò. Non devono andare a spasso armate. Un bastone da baseball è un’arma? Un chiave inglese? Un martello? E se picchiano qualcuno fino all’incoscenza solo perché spaccia, poi come farà questa persona a difendersi legalmente? Perché invece di finanziare con 40 miliardi di euro la voglia degli italiani di comprarsi un frigorifero, non si pensa invece a dare una mano a quegli uffici di pubblica utilità (e sicurezza) che non hanno più risorse?
  3. Ancora più censura per Internet. Stavolta il genio non fa parte del governo, ma dell’UDC. Ma, ancora una volta (incredibile) la colpa è alla fine della lega nord. Dal senatore D’Alia era partita una riflessione sul fatto che occorrerebbe mettere un freno a certi contenuti su internet (nella fattispecie si parlava di apologia di reato, ma non è finita così). Questa splendida idea è stata raccolta dai buzzurri della lega nord trasformandolo in questo provvedimento (e il senatore D’Alia ha votato contro!):

    Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorita` giudiziaria, puo` disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di connettivita` alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

  4. Il grassetto è mio: cosa si intenderà e quali saranno le conseguenze opportunistiche di uno stato in mano a dei pazzi del “disobbedire alle leggi”?

    Ovviamente c’è poi tutto il discorso tecnico legato a questo tipo di censura, riflessione che rimando alla lettura del post di Quintarelli sulla questione.

Non ho molto altro da dire, come credo nessun altro. I tempi sono questi ed evidentemente ce li siamo meritati. L’opposizione non esiste, la sinistra non esiste più (ed è tuttora delegittimata nel pensiero comune, al suono di “dagli al comunista!”), il fascismo strisciante è sempre  meno strisciante…

Per favore, non lasciate commenti che possano in qualche modo “disobbedire alle leggi”, che altrimenti rischio una multa di 50mila euro (minimo).

Libertà di espressione?

Piccolo aggiornamento, solo per segnalare questo commento su un post di Macchianera. Condivido al 100%, e un bravo a chi l’ha scritto .


Internet non è il WEB

Ogni giorno sento e leggo persone fare confusione tra “internet” e “web”. Usano il termine “internet” mentre intendono il Web, inconsapevole orribile sineddoche.

Eppure non è un concetto difficile: internet è una rete sulla quale si basa il sistema Web.

State parlando di siti? Allora “web”. State parlando di Facebook? Allora “web”. State parlando di servizi in rete in genere? (email, web, ftp)? Allora “internet”.

La colpa è anche, tremendamente, delle pubblicità fatte male e approssimative. Gli operatori telefonici ti fanno l’offerta per “email e internet” a 20€ al mese.

Mi fa rabbia, potentemente rabbia; l’ignoranza che tutto schiaccia e che non presuppone errori. Se fai notare l’errore ti prendono per scemo (“Ma tanto è uguale, ma tanto hai capito lo stesso, ma tanto… chi se ne frega”).

E no, non vale neanche il discorso “il linguaggio cambia”, perché qui si stanno confondendo termini che in ambito specifico (il mio lavoro, per esempio), hanno significati diversi e tali significati devono rimanere distinti perché stiamo parlando di COSE diverse.

Per cui, per favore, prima di dire “internet” tra un “LOL” e un “Facebook”, pensateci un momento.


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