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	<title>Claudio&#039;s Hideout &#187; Rant</title>
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	<description>Claudio Cicali web hub</description>
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		<title>La festa del tartufo a San Miniato</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 08:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo post vuol essere contemporaneamente tre cose: un documento di denuncia, un atto d&#8217;amore e uno spot pubblicitario. Il prossimo fine settimana (quello del 13/14 novembre 2010) e per i due fine settimana successivi, si terrà a San Miniato (Pisa) la quarantesima edizione della Mostra Mercato del Tartufo (no WP link, sorry). San Miniato è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Miniato"><img class="alignleft size-medium wp-image-931" title="Sagra_del_tartufo_2009_II" src="http://claudio.cicali.name/wp-content/uploads/2010/11/Sagra_del_tartufo_2009_II1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Questo post vuol essere contemporaneamente tre cose: un <strong>documento di denuncia</strong>, un <strong>atto d&#8217;amore</strong> e uno <strong>spot pubblicitario</strong>. Il prossimo fine settimana (quello del 13/14 novembre 2010) e per i due fine settimana successivi, si terrà a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Miniato">San Miniato</a> (Pisa) la quarantesima edizione della <strong>Mostra Mercato del Tartufo</strong> (no WP link, sorry). <a href="http://www.comune.san-miniato.pi.it/">San Miniato</a> è la città dove sono cresciuto e, inutile dirlo, mi sta a cuore e la amo &#8211; come sa bene chi mi frequenta. San Miniato (<a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=en&amp;geocode=&amp;q=san+miniato&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=53.167773,93.955078&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=San+Miniato+Pisa,+Tuscany,+Italy&amp;z=12">mappa Google</a>) &#8211; detta anche la città delle <em>venti miglia</em> per la sua quasi equidistanza, nel centro della Toscana, da Pisa, Firenze, Lucca, Pistoia e il senese &#8211; è un territorio ricco di colline e di campagne fiorenti ma come se non bastasse la natura ne ha fatto anche il ricettacolo per uno dei suoi frutti più preziosi: il tartufo bianco. Questa ricchezza ha sempre messo la città in antagonismo con <strong>Alba</strong> per il primato italiano sulla produzione del mitico fungo e da molti anni si tiene questa mostra/mercato/sagra per celebrarlo.</p>
<p>La sagra non è solo un&#8217;occasione rara per vedere da vicino, assaggiare e magari (beati voi) comprare il tartufo, ma ci dà anche l&#8217;occasione per incontrare le cose più preziose (e gustose) offerte dalla toscana in autunno: parlo dell&#8217;<strong>olio nuovo</strong>, dei <strong>formaggi</strong>, dei <strong>salumi</strong> e del <strong>vino</strong> giovane. Da pochi anni, poi, nel periodo della festa si uniscono nel paese anche altre realtà gastronomiche da altre regioni italiane, fenomeno che trasforma per qualche settimana San Miniato in una vera e propria cittadella del gusto. Inutile dire che i buoni ristoranti della zona fanno poi a gara per vendere l&#8217;offerta migliore in fatto di prelibatezze locali.</p>
<p>San Miniato si trova in cima ad una collina e durante la festa il traffico è ovviamente bloccato in valle. Il comune offre un servizio di navetta gratuita.</p>
<p><strong>Quello che mi brucia e mi fa arrabbiare</strong> è che di tutto questo in rete non si trova niente. Nulla. Un articoletto come questo non lo troverete&#8230; troverete magari, conoscendo già la festa e la città, qualcosa di vecchio o stantio (i primi hit sui motori di ricerca rigurdano la festa dell&#8217;anno scorso) e, se vi va veramente bene, riuscirete persino a sapere quali siano le date esatte. Una <strong>vergogna assoluta</strong>, non scusabile.  Certo questo post non cambierà niente, ma se soltanto riuscisse a scavalcare anche di una sola posizione una di quelle odiose e terribile paginazze fatte con Word con dentro soltanto il link &#8220;Entra&#8221; e nessuna informazione (né tantomeno un indirizzo email), beh, allora potrò capire di aver fatto una cosa per la mia adorata città.</p>
<p>Se volete sapere qualcosa di più, ovviamente, non esitate a scrivermi: inutile cercare altrove altri indirizzi di posta elettronica :(</p>
<p>Esiste il <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=155986847776404">gruppo Facebook</a> della manifestazione.</p>
<p>Altra segnalazione su <a href="http://www.gonews.it/articolo_67714_Quarantesima-Mostra-Mercato-Nazionale-Tartufo-Bianco-delle-Colline-Sanminiatesi.html">GoNews</a>.</p>
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		<title>Dichiaro definitivamente morto il Web 2.0</title>
		<link>http://claudio.cicali.name/post/2010/07/dichiaro-definitivamente-morto-il-web-2-0/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 13:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno lo doveva pur fare, e me ne assumo io l&#8217;incarico e la responsabilità: da settembre parlare di web 2.0 sarà da considerarsi fuori moda o, addirittura, proprio sbagliato. Dichiariamo una buona volta la fine del periodo &#8220;2.0&#8243; e guardiamo avanti. Il web 2.0 ha determinato un periodo che, semplificando, potremmo fare iniziare dalla fine del 2003, inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.flickr.com/photos/ycc2106/99633868/"><img title="Courtesy of ycc2106" src="http://farm1.static.flickr.com/40/99633868_7f93bb2799_m_d.jpg" alt="" width="240" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Courtesy of ycc2106</p></div>
<p>Qualcuno lo doveva pur fare, e me ne assumo io l&#8217;incarico e la responsabilità: da settembre parlare di web 2.0 sarà da considerarsi fuori moda o, addirittura, proprio sbagliato. Dichiariamo una buona volta la fine del periodo &#8220;2.0&#8243; e guardiamo avanti.</p>
<p>Il web 2.0 ha determinato un periodo che, semplificando, potremmo fare iniziare dalla fine del 2003, inizio 2004. Inizio del &#8220;web sociale&#8221;, i primi social network, le folksonomie, la presa di coscienza del significato di &#8221;contenuto generato dagli utenti&#8221; (che di per sé è stata la vera &#8220;killer application&#8221; di questo movimento), gli strumenti fighissimi come Ajax (battezzato &#8221;ufficialmente&#8221; un pochino più tardi), Flickr, Gmail, gli effetti specchio, i bottoni e le scritte grandi e plasticose &#8211; eccetera.</p>
<p>Ma soprattutto il web 2.0 ha significato una cosa ben precisa: <strong>cambiamento</strong>, sviluppo, novità.</p>
<p>Tuttora rimane e rimarrà il detto &#8220;non sei 2.0&#8243;, &#8220;la tua azienda non è 2.0&#8243; e via dileggiando, proprio per dire che sei vecchio, che non ti adegui al cambiamento, che usi paradigmi e fraseggio della (very) old economy. Che sei un <strong>web matusa</strong>.</p>
<p>Ma adesso il cambiamento <strong>c&#8217;è stato</strong>, il cambiamento si deve sedimentare. Il web 2.0 è stata una seconda, grossa <strong>adolescenza brufolosa</strong>, fatta di esperimenti (quante idee e quanti siti che sono nati e poi dimenticati alla velocità di un doppio click), tentativi di business senza speranze, acquisizioni un po&#8217; alla cieca&#8230;, sempre con il fantasma della bolla 2.0 ad esalare fetenti miasmi dietro le spalle dei potenziali investitori.</p>
<p>Errori più o meno grossi che però alla fine hanno fatto il loro mestiere e la faccenda si è un po&#8217; assestata.</p>
<p>Non voglio dire che tutti i giochi siano fatti, ci mancherebbe. Però i trend adesso sono definiti piuttosto bene&#8230; chi vuol fare business con il web adesso ha (<strong>deve avere</strong>!) le idee un po&#8217; più chiare&#8230; gli esperti di comunicazione sono più sgamati, conoscono meglio le dinamiche della diffusione dei contenuti a medio o breve termine, i tecnici hanno una pletora di esempi da cui attingere per la progettazione di soluzioni più o meno complesse, senza contare la maturità raggiunta da tanti strumenti che sono diventanti punti di riferimento e non più esperimenti speriamo-che-me-la-cavo per giovani entusiasti (vari framework, librerie, etc.).</p>
<p>Ci sono entità che sono diventate (definitivamente?) dei pilastri ingombranti del web, nel bene o nel male, che piaccia o meno (parlo ovviamente di Facebook e di Twitter); qualsiasi nuova idea, qualsiasi nuova ipotesi, deve farci i conti. I progetti &#8220;<strong>one man</strong>&#8221; &#8211; un portatile, tanta passione e un po&#8217; di fortuna &#8211; non hanno assolutamente più le stesse chance di successo che avevano nel 2005. Forse potranno riaverle, queste chance, ma solo dopo o durante un altro cambio epocale di strumenti (ne parlo nell&#8217;ultimo paragrafo).</p>
<p>Non abbiamo più bisogno di scrivere gli importi in LIRE, e dunque non abbiamo più bisogno di scrivere &#8220;2.0&#8243; da qualche parte, per far capire cosa intendiamo. Il &#8220;web 2.0&#8243; è il web che abbiamo adesso, e non è più &#8220;cambiamento&#8221;; è qui così, e ci rimarrà per tanto tempo.</p>
<p>Le grosse novità all&#8217;orizzonte sono, al momento, squisitamente tecniche (e secondo me gli Web Socket saranno lo strumento che, una volta supportato pienamente, potrà creare davvero un altro movimento &#8220;web X&#8221;), mentre per quanto riguarda media, business e advertising la sfida è (ripeto: al momento) solo di carattere &#8220;adattivo&#8221;, per resistere all&#8217;onda lunga del web 2.0 e magari diventare <strong>sostenibilmente</strong> profittevoli.</p>
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		<title>La gomma, l&#8217;indaco, gli specchi e la pirateria digitale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 12:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;albero della gomma è originario del sudamerica. Per mantenere il monopolio della produzione di tale prezioso elemento fino alla seconda metà del XIX secolo l&#8217;esportazione dei semi di tale albero era assolutamente vietata e ferocemente punita. Poi, nel 1876 un tizio &#8211; tale lord De Wickam &#8211; riuscì a rubare delle piantine dall&#8217;amazzonia e piantarle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://claudio.cicali.name/wp-content/uploads/2010/04/indaco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-799" title="indaco" src="http://claudio.cicali.name/wp-content/uploads/2010/04/indaco-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>L&#8217;<strong>albero della gomma</strong> è originario del sudamerica. Per mantenere il monopolio della produzione di tale prezioso elemento fino alla seconda metà del XIX secolo l&#8217;esportazione dei semi di tale albero era assolutamente vietata e ferocemente punita. Poi, nel 1876 un tizio &#8211; tale lord De Wickam &#8211; riuscì a rubare delle piantine dall&#8217;amazzonia e piantarle in Malesia e Ceylon (in europa tale pianta non riesce a crescere). Il mercato della gomma non sarebbe più stato lo stesso (almeno fino alla  creazione della gomma sintetica, intorno al 1915). I vari latifondisti brasiliani, sfruttutatori dei popoli indigeni, piansero lacrime amare sulla montagna di soldi e posti di lavoro perduti.</p>
<p>Il <strong>colore indaco</strong> veniva prodotto anticamente da una pianta di origine indiana (e da alcune specie di molluschi). L&#8217;esportazione di tale pianta era assolutamente osteggiata e  severamente punita (anche dall&#8217;inghilterra, di cui l&#8217;India era colonia) ma alla fine del XIX secolo un chimico &#8211; tale K. Heumann &#8211; scoprì il sistema per sintetizzarlo artificialmente e vendette il brevetto alla BASF. Tale scopertà rovinò ovviamente moltissimi produttori indiani.</p>
<p>Verso la fine del XIX secolo, insomma, i paesi che avevano il monopolio dei coloranti,  della gomma, delle sostanze medicinali, tratti dalla natura sono stati investiti da  profonde crisi economiche.</p>
<p>Nella Venezia del XVII secolo il segreto della <strong>produzione degli specchi</strong> era un valore tanto importante che chi ne lo avesse trafugato sarebbe stato condannato a morte. Alcuni operai muranesi vengono infine segretamente chiamati in Francia per avviare una produzione locale di specchi. Da quel momento tantissimi produttori di specchi veneziani lamenteranno perdite economiche di posti di lavoro.</p>
<p>Queste storie (e sono sicuro che si potrebbero trovare decine di esempi simili) mi vengono sempre in mente quando leggo i vari commenti sui casi di sequestro dei siti che facilitano lo scaricamento illegale di contenuti protetti da licenza d&#8217;uso e/o diritto d&#8217;autore. Il più recente è stato il caso del <a href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE63K0G820100421">sequestro del sito LinkStreaming</a>, condotto in combutta con le varie federazioni anti pirateria. Secondo il comunicato delle Fiamme Gialle, «<em>le perdite generate dalla pirateria in Europa nel solo 2009 ammontano per Stati ed imprese del settore a circa 13 miliardi di euro di mancati ricavi &#8230; e la perdita di oltre 250mila posti di lavoro nel settore dell&#8217;entertainment</em>».</p>
<p>Mi chiedo se non dovremmo anche preoccuparci dei posti di lavoro persi in sudamerica a causa della scoperta della sintesi della gomma, o della scoperta della sintesi dell&#8217;indaco o anche dei problemi nati dalla pirateria del segreto industriale della creazione degli specchi. Oppure, magari, non ci dovremmo rallegrare perché alla fine tutti questi &#8220;problemi&#8221; non hanno fatto altro che migliorare la nostra qualità della vita?</p>
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		<title>Cosa non mi è piaciuto di Avatar</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 13:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OK, venerdì pomeriggio e mezz&#8217;ora di tempo. Ne approfitto per parlare male di Avatar. No, dai, scherzo&#8230; non voglio apparire come quelli che ne parlano male perché è chic. Devo ammettere che nell&#8217;ultima mezz&#8217;oretta il film è pure divertente. Però prima di arrivare lì devi sorbirti un po&#8217; di cosette che ti fanno un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OK, venerdì pomeriggio e mezz&#8217;ora di tempo. Ne approfitto per parlare male di Avatar. No, dai, scherzo&#8230; non voglio apparire come quelli che ne parlano male perché è chic. Devo ammettere che nell&#8217;ultima mezz&#8217;oretta il film è pure divertente. Però prima di arrivare lì devi sorbirti un po&#8217; di cosette che ti fanno un po&#8217; fatto rimpiangere il caro prezzo del biglietto. Sono una persona semplice, per cui farò un mero elenchino.</p>
<p>Se non hai ancora visto il film, girati dall&#8217;altra parte o cambia canale. Sei avvertito.</p>
<ul>
<li><strong>le tette di Sigourney Weaver</strong>: lei le tette non ce l&#8217;ha ma il suo avatar ha due bocce enormi (e rigorosamente coperte da un pudico maglioncino). Ma che senso ha?</li>
<li><strong>la noia</strong>: il film per tre quarti è noia pura. Due tizi a spasso nel bosco&#8230; trallallà. Che poi trombano. Nei momenti peggiori ti devi anche sorbire dei discorsi o delle inutili schermaglie. Che palle. Peccato.</li>
<li><strong>la antropomania</strong>: non c&#8217;è un animale o una pianta del posto (a parte gli alberoni, OK), che assomiglino a qualcosa di terrestre (gli animali hanno tutti 6 zampe). E i Na&#8217;vi? Non sono solo incredibilmente antropomorfi ma addirittura sexy! Non ha senso. (ah beh, dici tu: <em>ma hanno 4 dita e la coda</em>! Ah beh.)</li>
<li><strong>la musica</strong>: questa è davvero la cosa più orribile. Cori, arpe, musiche imponenti e celestiali anche quando un Na&#8217;vi sta cagando. Orribile, orribile.</li>
<li><strong>il 3D</strong>: bello, molto. La prima mezz&#8217;ora. Poi sarebbe meglio toglierli, gli occhiali (avete notato che abbassano tantissimo la luminosità? Acquisti un po&#8217; di 3D, ma perdi di luminosità. Tanta). Però il pulviscolo di cenere sembra vero.</li>
<li><strong>Il font naif dei sottotitoli</strong>: OK, lo ammetto, questo è un problema minore.</li>
<li><strong>la noia</strong>: ah, questa l&#8217;ho già detta.</li>
<li><strong>il sangue</strong>: chi l&#8217;ha visto? Perdi tempo a fare un mondo praticamente perfetto e verosimile, ma durante le battaglie non vola uno schizzo di sangue? Ma per favore.</li>
<li><strong>emozioni zero</strong>: OK, è un film da ragazzi&#8230; ma un pochino speravo davvero di potermi emozionare. Niente, zero.</li>
<li><strong>umano, troppo umano</strong>: quando &#8220;lei&#8221; ha gridato incazzata &#8220;Mi ero fidata di te!&#8221; ho sentito il bisogno di alzarmi ed andarmene. Ma mi sarei perso la battaglia finale.</li>
<li><strong>i fantasy hanno rotto i coglioni</strong>: ecco, appunto.</li>
</ul>
<p>La tecnica è impressionante. Non vedo davvero l&#8217;ora di vedere un film decente fatto in quel modo, magari un Alien&#8230;</p>
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		<title>Sempre più Google</title>
		<link>http://claudio.cicali.name/post/2009/11/sempre-piu-google/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 08:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma avete tenuto il conto di tutto quello che Google ha buttato fuori nell&#8217;ultimo mese o due? Io ci ho provato, ecco l&#8217;elenco: Google Wave; quello che praticamente dovrebbe essere una rivoluzione ma anche no. Quello che «non ho capito a che serve» ma anche «ci ho già fatto un bot». Dopo una primissima fase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma avete tenuto il conto di tutto quello che Google ha buttato fuori nell&#8217;ultimo mese o due? Io ci ho provato, ecco l&#8217;elenco:</p>
<ul>
<li><a href="wave.google.com/">Google Wave</a>; quello che praticamente dovrebbe essere una rivoluzione ma anche no. Quello che «non ho capito a che serve» ma anche «ci ho già fatto un bot». Dopo una primissima fase stitica dove avere un invito era cool, adesso comincia già ad essere di tendenza non esserci. Staremo a vedere.</li>
<li><a href="http://golang.com">Il linguaggio Go</a>; nasce come uno dei task del famoso 20% del tempo degli ingegneri google. Dicono rimpiazzerà Python in Google perché quest&#8217;ultimo è poco scalabile. Per adesso l&#8217;unica cosa che dico è che l&#8217;installer è <a href="http://friendfeed.com/lega-nerd/8f494d48/ma-ci-facci-il-piacere-6g-is-go-compiler-for-amd64">poco professionale</a>. Staremo a vedere</li>
<li>Con <a href="https://www.google.com/accounts/PurchaseStorage">5$ miseri dollari all&#8217;anno</a> adesso puoi aggiungere 20GB alla tua casella di posta GMail o Picasa (no, hard disk virtuali, per adesso)</li>
<li><a href="http://mashable.com/2009/08/10/google-caffeine/">Google Caffeine</a>; dovrebbe essere il nuovo framework dietro il motore di ricerca di Google (avete presente? Quella cosa che Google fa fin dall&#8217;inizio). Adesso pare sia pronto. Pronti a piangere sulla caduta del vostro PR?</li>
<li><a href="http://code.google.com/closure/">Closure</a>; tutto il codice JavaScript (in forma di libreria con tanto di widget) e tutti gli strumenti per il deploy (come il compiler) che per anni (7, dicono) hanno fornito l&#8217;interfaccia dei prodotti più famosi di Google, come Gmail e GDocs adesso sono stati rilasciati con una licenza libera (<a href="http://www.sitepoint.com/blogs/2009/11/12/google-closure-how-not-to-write-javascript/">qui</a> ci sono i motivi per i quali eviterò di provare la libreria)</li>
<li><a href="www.google.com/latitude">Google Latitude</a>; hanno aggiunto un paio di cosine interessanti, come le <a href="http://googlemobile.blogspot.com/2009/11/google-latitude-now-with-location.html">notifiche e la cronologia</a>. Io non lo uso, non so esattamente cosa sia. Non mi pare abbia &#8220;rivoluzionato&#8221; niente.</li>
<li><a href="http://www.google.com/mobile/navigation/index.html#p=default">Google Maps Navigation</a>; ha fatto crollare il titolo di <a href="http://www.electronista.com/articles/09/10/28/google.maps.helps.gps.maker.stock.crash/">Garmin e TomTom</a> di un secco 35%; applicazione gratis su Android e nuove API su Google Maps</li>
<li><a href="https://www.google.com/voice">Google Voice</a> ha aggiunto il supporto ai <a href="http://googlevoiceblog.blogspot.com/2009/10/google-voice-with-your-existing-number.html#links">numeri esistenti</a>.</li>
<li>Dai commenti: avevo dimenticao <a href="https://www.google.com/dashboard/">Google Dashboard</a></li>
</ul>
<p>Mi sono dimenticato qualcosa?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Concorso di colpa</title>
		<link>http://claudio.cicali.name/post/2009/09/concorso-di-colpa/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 06:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ero giovane mia madre dovette affrontare il fatto che ero diventato ateo. O meglio, che glielo avevo semplicemente detto. Non si arrabbiò né si scandalizzò, ma reagì stupendosi di come potessi vivere &#8220;senza speranza&#8221; o &#8220;senza fede&#8221;. Ieri a Bologna una donna ha trucidato a coltellate i suoi due figli piccolissimi, per poi uccidersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero giovane mia madre dovette affrontare il fatto che ero diventato ateo. O meglio, che glielo avevo semplicemente  detto. Non si arrabbiò né si scandalizzò, ma reagì stupendosi di come potessi vivere &#8220;senza speranza&#8221; o &#8220;senza fede&#8221;.</p>
<p>Ieri a Bologna una donna ha trucidato a coltellate i suoi due figli piccolissimi, per poi uccidersi lanciandosi dal terrazzo. Nella lettera di addio c&#8217;è scritto &#8220;<em>li porto con me</em>&#8220;.</p>
<p>Ora io mi chiedo: se questa storia dell&#8217;altrove, dell&#8217;aldilà, della speranza e quant&#8217;altro fosse relegato da sempre ai film di fantascienza e non a qualcosa di serio che cercano di inculcarti, quei bambini sarebbero ancora vivi? Secondo me sì.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Esportare CSV per MS Excel? Sembra facile!</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 11:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Potrei aver scritto questo post 45 volte, ormai, e tutte le volte ci ricasco. E bestemmio. Prima o poi ti capita che il cliente ti chieda &#8220;l&#8217;export per excel&#8221; di qualche tabulato. Tu al volo allora gli proponi l&#8217;export in csv che tanto Excel lo apre come fosse un xls, sperando di svincolarti dai micragnosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrei aver scritto questo post 45 volte, ormai, e tutte le volte ci ricasco. E bestemmio.</p>
<p>Prima o poi ti capita che il cliente ti chieda &#8220;l&#8217;export per excel&#8221; di qualche tabulato. Tu al volo allora gli proponi l&#8217;export in csv <em>che tanto Excel lo apre come fosse un xls</em>, sperando di svincolarti dai micragnosi (e fino a poco tempo fa) misteriosi formati proprietati Microsoft. Capra e cavoli? Tutto liscio? Certo, come no.</p>
<p>Prepari il tuo bell&#8217;export CSV come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Comma-separated_values">tutti sanno fare</a> e magari <a href="http://www.creativyst.com/Doc/Articles/CSV/CSV01.htm">approfondisci anche il discorso</a>.</p>
<p>Con OpenOffice, ovviamente, tutto liscio.</p>
<p>Ecco invece i problemi con Excel (sarei tentato di dire &#8220;qualsiasi versione&#8221;, ma in realtà ho provato solo con MS Office 2003)</p>
<ul>
<li>per Excel la &#8220;C&#8221; di &#8220;CSV&#8221; sta per &#8220;semicolon&#8221; e non per &#8220;comma&#8221;. <strong>Già</strong>. Occorre separare i campi con un punto e virgola, non con una virgola (ancora una volta OOo non fa una piega cambiando questo &#8220;default&#8221; &#8211; si limita a dire &#8220;Oh, OK.&#8221;; giuro che l&#8217;ho sentito) [edit: come dice calca nei commenti questo comportamento <em>potrebbe</em> essere una impostazione del locale... boh]</li>
<li>il problema più grave, però, è che per Excel un CSV può essere soltanto in LATIN1 e niente altro. Avete codificato il CSV in UTF8? Tempo perso. No way. Niente da fare. Da qualche parte si legge che aggiungendo il dovuto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Byte-order_mark">BOM</a> all&#8217;inizio del file il signorino dovrebbe onorarlo&#8230; a me non è sembrato.</li>
</ul>
<p>La cosa curiosa, per quanto riguarda quest&#8217;ultimo punto, è che se da Excel stesso esporti uno sheet in fomato CSV contenente dei caratteri non ASCII, il CSV che ottieni è appunto non in formato UTF8, e dunque avrai le famose <em>accentate sminchiate</em>. Va da sé che non esiste opzione per modificare questo comportamento.</p>
<p>Se sei stato più fortunato di me, fammelo sapere e te ne sarò grato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Click Sicuro ma non libero</title>
		<link>http://claudio.cicali.name/post/2009/05/click-sicuro-ma-non-libero/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 16:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I nostri parlamentari, tra una cosa e l&#8217;altra, partecipano alle commissioni di lavoro. Una di queste commissioni, quella sull&#8217;infanzia, ha promosso la nascita di un software per il controllo della navigazione dei minori. Il software verrà installato dal genitore sul computer del figlio o della figlia, e fungerà un po&#8217; da firewall intelligente (dove navighi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I nostri parlamentari, tra una cosa e l&#8217;altra, partecipano alle commissioni di lavoro. Una di queste commissioni, quella sull&#8217;infanzia, ha promosso la nascita di un software per il controllo della navigazione dei minori.</p>
<p>Il software verrà installato dal genitore sul computer del figlio o della figlia, e fungerà un po&#8217; da firewall intelligente (dove navighi, cosa dici, a chi lo dici, eccetera) durante la navigazione sul web.</p>
<p>A parte l&#8217;efficacia o meno del mezzo, sulla quale non sta a me giudicare, quello che mi perplime parecchio sono due questioni:</p>
<ol>
<li>che i nostri parlamentari promuovano l&#8217;uso e l&#8217;acquisto di un software commerciale di una non meglio precisata azienda</li>
<li>che i nostri parlamentari promuovano l&#8217;uso e l&#8217;acquisto di un software NON LIBERO.</li>
</ol>
<p>Se avessi un figlio, mai e poi mai installerei sul suo computer un software promosso da dei politici di cui conosco bene l&#8217;insulsa predisposizione tecnologica senza avere le garanzie di indagine sullo stesso che mi può fornire un software di cui ho a disposizione i sorgenti. Chi mi garantisce che il traffico di mio figlio non venga monitorizzato e analizzato per secondi fini? Nessuno.</p>
<p>Il software in questione, che non linko, è acquistabile online su http://clicksicuro.it (il sito è tutto in Flash, con una bella musichetta di sottofondo).</p>
<p>La notizia la leggo dal Giornale, sia da parte della On. Mannucci che della On. Mussolini. http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=354098 http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=354107 http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=354100</p>
<p>Aggiornamento. Tanto per dire: una delle due società che sembrano essere le creatrici del software in questione ha il dominio <strong>scaduto</strong> mentre l&#8217;altra ha un bel 404 nella pagina di download del software Click Sicuro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Digital Video Frustration</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 07:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivo questo post per due motivi: prima di tutto per lamentarmi, che è lunedì ed è attività che mi riesce bene. L&#8217;altro motivo è per scrivere da qualche parte le frustrazioni incontrate nel tentare di fare manipolazioni e presdigitazioni su dei video usando soltanto strumenti open source (il problema non è l&#8217;open source, come vedremo). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo questo post per due motivi: prima di tutto per lamentarmi, che è lunedì ed è attività che mi riesce bene. L&#8217;altro motivo è per scrivere da qualche parte le frustrazioni incontrate nel tentare di fare manipolazioni e presdigitazioni su dei video usando soltanto strumenti open source (il problema non è l&#8217;open source, come vedremo).</p>
<p>Il problema: prendere una parte di un video pubblicato via RTMP (streaming vero, da piattaforma proprietario Adobe) e piazzare sopra lo spezzone un logo in sovraimpressione.</p>
<p>Semplice no?</p>
<p>Dettaglio tecnico: i video in questione sono codificati in H.264/MP3. Il container è l&#8217;f4v (ma questo, fortunatamente, conta poco o nulla).</p>
<p>L&#8217;operazione è da compiere <em>server side</em> per cui tutto attraverso command line e scripting (no GUI).</p>
<p>Che strumenti ci sono a disposizione per fare un lavoretto del genere? Ovviamente <strong>rtmpdump</strong>, <strong>ffmpeg</strong> e/o <strong>mencoder</strong>.</p>
<p>Spezzando diligentemente il problema principale in problemi più piccoli, il primo era: scaricarsi dallo streaming uno spezzone di un video. Il tool (unico, non ci sono alternative al momento) è appunto rtmpdump. Appena lo provo rimango subito molto contento del fatto che rtmpdump scaricasse non in &#8220;tempo reale&#8221; secondo gli FPS del filmato, ma mooolto più velocemente, praticamente in download. Peccato però che il tool non permettesse di specificare un tempo di partenza e uno di fine dello scaricamento. O tutto o niente. Un altro problema di rtmpdump è che il container del filmato scaricato è FLV, senza possibilità di intervenire su questa opzione.</p>
<p>Riprendendo in mano le mie conoscenze arrugginitissime di C++, modifico il programma in modo da poter specificare un offset di partenza e un tempo massimo di scaricamento. Tutto OK, senonché il filmato finale riporterà comunque la durata complessiva del filmato originale.</p>
<p>Mentre lavoro su questo problemino, il giorno stesso <a href="http://linuxcentre.net/adobe-has-issued-a-dmca-removal-request-for-rtmpdump/">Adobe fa chiudere</a> il sito di rtmpdump per contravvenzione al DMCA (nota che <a href="http://www.adobe.com/aboutadobe/pressroom/pressreleases/200901/012009RTMP.html ">Adobe dichiarava</a> simpaticamente di voler aprire il protocollo). Per adesso, dunque, sospendo la questione rtmpdump.</p>
<p>Mi trovo dunque tra le mani un video H.264/MP3. Problema successivo: stamparci sopra un logo per tutta la durata dello stesso.</p>
<p>L&#8217;unico modo per farlo (talvolta è bello sapere di aver un&#8217;unica possibilità, talvolta meno), è usare l&#8217;opzione &#8220;vhook&#8221; di ffmpeg. In pratica è possibile eseguire del codice &#8211; una sorta di sistema a plugin &#8211; durante la codifica del video. Uno di questi plguin si chiama, pensa un po&#8217;, &#8220;watermark&#8221; e fa esattamente quello che mi serve.</p>
<p>Però. Però si dà il fatto che questo sistema di &#8220;plugin&#8221; sia stato misconosciuto dagli sviluppatori di ffmpeg (&#8220;fa cagare&#8221;) e per questo prima deprecato (nella versione 0.5) e poi direttamente tolto (versione SVN attuale)&#8230; il sistema sarà sostituito (notare il tempo al futuro) da un framework molto più elegante chiamato libavfilter.</p>
<p>La versione che arriva con la mia Ubuntu è la 0.5 (meno male!) ma è compilata con il simpatico &#8211;disable-vhook (merda!). Ergo, se voglio usare -vhook devo ricompilarmi ffmpeg, ma la versione 0.5, non la versione SVN. Nota a latere: se chiedi supporto agli sviluppatori (mailing list o canale IRC), questi vogliono che tu faccia i test solo con la versione SVN&#8230; che non supporta vhook&#8230; OK, capito?</p>
<p>Faccio le mie prove e sembra andare tutto bene&#8230; il logo in sovraimpressione fa la sua sporca figura ma&#8230; ma l&#8217;audio è desincronizzato! Dopo qualche secondo, l&#8217;audio rallenta e dopo un po&#8217; le immagini sembrano quelle di un filmato di Enrico Ghezzi.</p>
<p>Il problema sembra essere il decoder MP3 usato da ffmpeg, al quale non piace troppo l&#8217;Mp3 della traccia audio del filmato. Probabilmente è colpa del coder usato, ma alla fine sembra che devo trovare un&#8217;altra soluzione. Qualcuno attento potrebbe obiettare &#8220;Ma perché per un H264 viene usata una traccia audio Mp3 e non AAC?&#8221;. Osservazione più che corretta. Il problema è che questi video sono prodotti in codifica &#8220;real time&#8221; da alcune squadre di produzione. Il software utilizzato per questa codifica è Adobe Live Encoder il quale, &#8220;bontà sua&#8221;, non supporta out-of-the-box AAC. Occorre acquistare un plugin che costa circa 250€ (ogni commento è superfluo). Per questo motivo il cliente ha preferito per adesso usare Mp3 con l&#8217;encoder marcio di Adobe.</p>
<p>Quanti decoder Mp3 ci sono Open Source? Due. Uno è <strong>libavcodec</strong>, fornito ed usato da ffmpeg e l&#8217;altro è <a href="http://www.underbit.com/products/mad/">libmad</a>. È possibile usare libmad con ffmpeg? No.</p>
<p>A questo punto occorre tirare fuori dal cassetto degli attrezzi <strong>mencoder</strong>, che invece può usare come decoder libmad, e provare. (qualcuno sa come e se si può usare libmp3lame per decodificare gli mp3 di ffmpeg?)</p>
<p>Incredibilmente, funziona. Mencoder + libmad riesce a ricodificare il video tenendo sincronizzato audio e video.</p>
<p>L&#8217;idea dunque sarebbe: passo lo spezzone originale da mencoder per crearne una versione digeribile da ffmpeg, usando come video codec &#8220;copy&#8221;, in modo da non dover ricodificare il video perdendo di qualità. Poi il video viene passato a ffmpeg per il watermarking del logo.</p>
<p>Già. Peccato che il video prodotto da mencoder con questa procedura sia &#8220;sminchiato&#8221;, come dicono a Milano&#8230; pieno di artefatti e con grossi problemi nelle immagini in movimento (bpyramid? bframes? Boh&#8230;).</p>
<p>E così continuo le mie prove, sinceramente frustrato e con poche speranze&#8230;</p>
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		<title>Telecom Italia e un disastro inconcepibile</title>
		<link>http://claudio.cicali.name/post/2009/04/telecom-non-riesce-a-trasferire-una-linea/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 17:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mio carissimo amico è titolare di un&#8217;attività commerciale, un negozio. Qualche mese fa, a causa dei buoni affari, decide di ingrandirsi cambiando indirizzo e andando in affitto in uno stabile più capiente. Tra tutte le procedure da fare, una assolutamente importante è quella dell&#8217;attivazione della linea telefonica, vitale per il suo tipo di attività. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mio carissimo amico è titolare di un&#8217;attività commerciale, un negozio. Qualche mese fa, a causa dei buoni affari, decide di ingrandirsi cambiando indirizzo e andando in affitto in uno stabile più capiente. Tra tutte le procedure da fare, una assolutamente importante è quella dell&#8217;attivazione della linea telefonica, vitale per il suo tipo di attività.</p>
<p>O meglio: del <span style="text-decoration: underline;">trasferimento della linea telefonica dal vecchio negozio al nuovo</span>.</p>
<p>Quello che segue è il racconto (la lettera è la brutta copia di una che sarà spedita ad un legale) della disavventura che questo mio amico sta passando, a scapito della sua attività e della sua salute per colpa di Telecom Italia.</p>
<p>Il comportamento di Telecom è assolutamente inspiegabile. Talvolta possono esserci problemi tecnici&#8230; incompetenza&#8230; incomprensione&#8230; malafede&#8230; ma tutte insieme? Per un&#8217;attività commerciale che fa tantissimo traffico?</p>
<p>È incredibile, e se non fosse che conosco questa persona da più di 10 anni direi che queste cose non possono succedere e sono tutte inventate.</p>
<h3>Ti spiego la storia.</h3>
<p>A dicembre, non appena deciso di trasferirci, ho iniziato ad informarmi per il trasloco delle linee telefoniche.</p>
<p>Ho 2 linee telefoniche:</p>
<ul>
<li>1 numero analogico di Telecom xxxxxxxxx che uso per fax</li>
<li>1 numero di Fastweb xxxxxxxxx (quello principale)</li>
</ul>
<p>Mentre per il primo non ci sono stati problemi, per il secondo è iniziato il disastro.</p>
<p><strong>A dicembre</strong></p>
<p>Chiamo Fastweb, gli dico che voglio trasferire la linea; un addetto incompetente mi assicura che basta fare la richiesta 20 giorni prima e non ci sono problemi</p>
<p><strong>A febbraio</strong></p>
<p>ignorando quello che mi ha detto il primo addetto di fastweb, inizio a fare le richieste. Quando chiamo l&#8217;addetto mi dice: &#8220;Guardi che non è vero, lei non può traslocare questo tipo di linea, deve <strong>1.</strong> fare rientro in Telecom, <strong>2.</strong> farsi traslocare la linea e  poi <strong>3.</strong> rifare il contratto con noi&#8221;. Chiamo di urgenza l&#8217;agenzia telecom di XXXXXX e gli chiedo di seguirmi per questa operazione. Questi ultimi si sono dati da fare per farmi compilare velocemente la modulistica e l&#8217;hanno inoltrata a Telecom.</p>
<p>Il 21 di febbraio parte la richiesta.</p>
<p><strong>A marzo</strong></p>
<p>Verso il 10 di marzo inizio a fare solleciti a Fastweb e a Telecom.</p>
<p>A Fastweb ho chiamato più volte per puntualizzare che il recesso del contratto non è dovuto ad una mia intenzione di abbandonare il loro servizi, ma bensì alla impossibilità tecnica da parte loro di traslocarmi la linea. Ho fatto presente che una volta traslocato la mia intenzione era quella di rifare il contratto con loro, anche perché rispetto a Telecom il risparmio mi sembra notevole. Questi mi hanno assicurato che non c&#8217;era nessun problema, di seguire le procedure di Telecom, che da parte loro non ci sarà alcuna interferenza.</p>
<p>A Telecom invece la cosa è stata un <span style="text-decoration: underline;">po&#8217; più complicata</span>.</p>
<p>Per rientrare ci sono 2 modi:</p>
<ol>
<li>Ottenere un&#8217;autorizzazione chiamata &#8220;Codice di migrazione&#8221;</li>
<li>Mandare una raccomandata con la documentazione richiesta</li>
</ol>
<p>L&#8217;agenzia, diligentemente, ha seguito entrambe le strade.</p>
<p>Intorno al 15 di marzo mi chiama un addetto Telecom che mi dice che il codice di migrazione non è esatto, alché io chiamo Fastweb più volte, e loro mi assicurano che il codice è univoco, che non può non essere esatto, che anche se forzassero la procedura per ottenerlo di nuovo il sistema gli risponderebbe con lo stesso codice.</p>
<p>Quindi seguo la strada della procedura con la raccomandata (che è stata inviata dall&#8217;agenzia intorno al 28 di febbraio se non erro).</p>
<p>Qualche giorno dopo mi chiama nuovamente un addetto Telecom dicendomi che non avevano ricevuto la documentazione, che avrei dovuto inviarla per fax. Chiamo l&#8217;agenzia Telecom che mi assicura, anzi mi manda una copia della documentazione e della ricevuta del fax che attesta che i documenti sono stati mandati.</p>
<p>Chiamo nuovamente Telecom e questi invece sostengono di non averla, anzi scocciati mi sollecitano a rimandarla e richiamarli dopo 48 ore.</p>
<p>Io riprendo i documenti gli faccio un fax e li rimando; dopo 48 ore li richiamo, ma i documenti non li hanno ancora.</p>
<p>Rimando il fax e li chiamo dopo altre 48 ore, e l&#8217;operatore dice ancora che i documenti nel loro sistema non ci sono.</p>
<p>A questo punto già puoi capire il livello di esasperazione di un povero essere umano a che livelli fosse :-); prendo il mio computer e metto un processo che ogni mezz&#8217;ora invia un fax a Telecom con i documenti. Questo per un giorno e mezzo. A questo punto, un altro operatore Telecom mi chiama <em>quasi infastidito</em> e mi dice che i documenti ci sono che da lì a breve il rientro sarà tutto fatto.</p>
<p>Passano altri giorni e niente, nessuno si degna di chiamarmi, alché riprendo il telefono, indovina un po&#8217;? L&#8217;operatore: &#8220;Guardi che a me non risulta che lei abbia mandato la documentazione&#8221;.</p>
<p>A questo punto ho capito che non era un problema di procedura, ma sicuramente di qualche strana direttiva data agli operatori. Che cosa ho fatto? Ho chiamato ripetutamente la telecom. Alla quarta chiamata l&#8217;operatore mi dice: &#8220;Sì, sì, ho la documentazione, è questione di pochi giorni ancora!&#8221;</p>
<p>Cosa che probabilmente dimostra che non è un problema di procedura.</p>
<p>A questo punto, la tattica era chiara, bastava chiamare più volte, e parlare solo con gli operatori che vedono (a detta loro) i documenti nel sistema.</p>
<p><strong>28 marzo, inaugurazione del negozio</strong> SENZA LA LINEA TELEFONICA PRINCIPALE!</p>
<p>Cosa sono costretto a fare: chiamo N fornitori di telefonia VOIP mi faccio dare un numero telefonico XXXXXXXX, prendo un PC, lo configuro come centralino (un giorno e mezzo di lavoro), compro dei 3 telefoni voip 60€ cadauno, cavetteria varia, una centralina della rete, altre 60€ (quella che avevo sarebbe bastata se non avessi dovuto fare tutte queste manovre).</p>
<p>Vado nella vecchia sede e metto una segreteria telefonica che avverte la clientela che a causa di problemi sulle linee teelfoniche, abbiamo un numero provvisorio.</p>
<p><strong>Aprile</strong></p>
<p>Quasi ogni giorno sollecito Telecom. Sempre con la stessa tecnica, chiamare fino a quando un operatore sa di cosa stiamo parlando. Inutile dire che tutte le volte era un&#8217;ora di lavoro perso!</p>
<p>Mi chiama finalmente un operatore di Telecom che mi dice che il giorno 13 di aprile sarebbero venuti i tecnici e che, in concomitanza, mi faranno rientrare in Telecom e mi trasferiranno la linea. Fantastico! Non prendo appuntamenti, rimango tutto il giorno in ditta per aspettare questa gente, mangio in mezz&#8217;ora e ritorno subito in negozio per non rischiare che vengano e non mi trovino.</p>
<p>Ma alle 17.00 ancora non si è visto nessuno. Chiamo telecom, e l&#8217;operatore: &#8220;Mi dispiace tanto, i tecnici non ce l&#8217;hanno fatta a venire, verrà ricontattato nei prossimi giorni per prendere un nuovo appuntamento&#8221;.</p>
<p>Attendiamo, e dopo altri solleciti, mi viene detto: &#8220;non si preoccupi il 20 di aprile verranno i tecnici&#8221;.</p>
<p>Stesso discorso, mi tengo reperibile, ma neanche questa volta i tecnici vengono.</p>
<p>A questo punto il limite della mia sopportazione sfora qualsiasi regola di buon comportamento.</p>
<p>Mercoledi 22 perdo la mattinata a chiamare Telecom&#8230; Giovedì 23 è poi successa una cosa che solo a pensarci mi vengono i brividi: chiama Xxxxxx perché oramai ero esausto, e che cosa gli dicono?: &#8220;Non è possibile, qui non è segnato nessun appuntamento con i tecnici! Ma è sicuro? Perché <span style="text-decoration: underline;">qui non risulta che lei abbia nemmeno fatto le pretiche per il trasferimento</span>&#8220;.</p>
<p>[<em>note personali dell'amico, che non riporto per decenza</em>]</p>
<p>Rimane il fatto che: sono sempre con una linea telefonica provvisoria e da statistiche ci siamo accorti che i clienti ci chiamano molto meno, sia per quanto riguarda le richieste di preventivi, che per quelle di richiesta di interventi tecnici. Per me è un danno che in qualche modo vorrei che questi signori mi risarcissero. Per non parlare del fatto che ancora non ho informazioni certe per quanto riguarda il termine della procedura.</p>
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