Rant

Cosa non mi è piaciuto di Avatar

OK, venerdì pomeriggio e mezz’ora di tempo. Ne approfitto per parlare male di Avatar. No, dai, scherzo… non voglio apparire come quelli che ne parlano male perché è chic. Devo ammettere che nell’ultima mezz’oretta il film è pure divertente. Però prima di arrivare lì devi sorbirti un po’ di cosette che ti fanno un po’ fatto rimpiangere il caro prezzo del biglietto. Sono una persona semplice, per cui farò un mero elenchino.

Se non hai ancora visto il film, girati dall’altra parte o cambia canale. Sei avvertito.

  • le tette di Sigourney Weaver: lei le tette non ce l’ha ma il suo avatar ha due bocce enormi (e rigorosamente coperte da un pudico maglioncino). Ma che senso ha?
  • la noia: il film per tre quarti è noia pura. Due tizi a spasso nel bosco… trallallà. Che poi trombano. Nei momenti peggiori ti devi anche sorbire dei discorsi o delle inutili schermaglie. Che palle. Peccato.
  • la antropomania: non c’è un animale o una pianta del posto (a parte gli alberoni, OK), che assomiglino a qualcosa di terrestre (gli animali hanno tutti 6 zampe). E i Na’vi? Non sono solo incredibilmente antropomorfi ma addirittura sexy! Non ha senso. (ah beh, dici tu: ma hanno 4 dita e la coda! Ah beh.)
  • la musica: questa è davvero la cosa più orribile. Cori, arpe, musiche imponenti e celestiali anche quando un Na’vi sta cagando. Orribile, orribile.
  • il 3D: bello, molto. La prima mezz’ora. Poi sarebbe meglio toglierli, gli occhiali (avete notato che abbassano tantissimo la luminosità? Acquisti un po’ di 3D, ma perdi di luminosità. Tanta). Però il pulviscolo di cenere sembra vero.
  • Il font naif dei sottotitoli: OK, lo ammetto, questo è un problema minore.
  • la noia: ah, questa l’ho già detta.
  • il sangue: chi l’ha visto? Perdi tempo a fare un mondo praticamente perfetto e verosimile, ma durante le battaglie non vola uno schizzo di sangue? Ma per favore.
  • emozioni zero: OK, è un film da ragazzi… ma un pochino speravo davvero di potermi emozionare. Niente, zero.
  • umano, troppo umano: quando “lei” ha gridato incazzata “Mi ero fidata di te!” ho sentito il bisogno di alzarmi ed andarmene. Ma mi sarei perso la battaglia finale.
  • i fantasy hanno rotto i coglioni: ecco, appunto.

La tecnica è impressionante. Non vedo davvero l’ora di vedere un film decente fatto in quel modo, magari un Alien…


Sempre più Google

Ma avete tenuto il conto di tutto quello che Google ha buttato fuori nell’ultimo mese o due? Io ci ho provato, ecco l’elenco:

  • Google Wave; quello che praticamente dovrebbe essere una rivoluzione ma anche no. Quello che «non ho capito a che serve» ma anche «ci ho già fatto un bot». Dopo una primissima fase stitica dove avere un invito era cool, adesso comincia già ad essere di tendenza non esserci. Staremo a vedere.
  • Il linguaggio Go; nasce come uno dei task del famoso 20% del tempo degli ingegneri google. Dicono rimpiazzerà Python in Google perché quest’ultimo è poco scalabile. Per adesso l’unica cosa che dico è che l’installer è poco professionale. Staremo a vedere
  • Con 5$ miseri dollari all’anno adesso puoi aggiungere 20GB alla tua casella di posta GMail o Picasa (no, hard disk virtuali, per adesso)
  • Google Caffeine; dovrebbe essere il nuovo framework dietro il motore di ricerca di Google (avete presente? Quella cosa che Google fa fin dall’inizio). Adesso pare sia pronto. Pronti a piangere sulla caduta del vostro PR?
  • Closure; tutto il codice JavaScript (in forma di libreria con tanto di widget) e tutti gli strumenti per il deploy (come il compiler) che per anni (7, dicono) hanno fornito l’interfaccia dei prodotti più famosi di Google, come Gmail e GDocs adesso sono stati rilasciati con una licenza libera (qui ci sono i motivi per i quali eviterò di provare la libreria)
  • Google Latitude; hanno aggiunto un paio di cosine interessanti, come le notifiche e la cronologia. Io non lo uso, non so esattamente cosa sia. Non mi pare abbia “rivoluzionato” niente.
  • Google Maps Navigation; ha fatto crollare il titolo di Garmin e TomTom di un secco 35%; applicazione gratis su Android e nuove API su Google Maps
  • Google Voice ha aggiunto il supporto ai numeri esistenti.
  • Dai commenti: avevo dimenticao Google Dashboard

Mi sono dimenticato qualcosa?


Concorso di colpa

Quando ero giovane mia madre dovette affrontare il fatto che ero diventato ateo. O meglio, che glielo avevo semplicemente detto. Non si arrabbiò né si scandalizzò, ma reagì stupendosi di come potessi vivere “senza speranza” o “senza fede”.

Ieri a Bologna una donna ha trucidato a coltellate i suoi due figli piccolissimi, per poi uccidersi lanciandosi dal terrazzo. Nella lettera di addio c’è scritto “li porto con me“.

Ora io mi chiedo: se questa storia dell’altrove, dell’aldilà, della speranza e quant’altro fosse relegato da sempre ai film di fantascienza e non a qualcosa di serio che cercano di inculcarti, quei bambini sarebbero ancora vivi? Secondo me sì.


Esportare CSV per MS Excel? Sembra facile!

Potrei aver scritto questo post 45 volte, ormai, e tutte le volte ci ricasco. E bestemmio.

Prima o poi ti capita che il cliente ti chieda “l’export per excel” di qualche tabulato. Tu al volo allora gli proponi l’export in csv che tanto Excel lo apre come fosse un xls, sperando di svincolarti dai micragnosi (e fino a poco tempo fa) misteriosi formati proprietati Microsoft. Capra e cavoli? Tutto liscio? Certo, come no.

Prepari il tuo bell’export CSV come tutti sanno fare e magari approfondisci anche il discorso.

Con OpenOffice, ovviamente, tutto liscio.

Ecco invece i problemi con Excel (sarei tentato di dire “qualsiasi versione”, ma in realtà ho provato solo con MS Office 2003)

  • per Excel la “C” di “CSV” sta per “semicolon” e non per “comma”. Già. Occorre separare i campi con un punto e virgola, non con una virgola (ancora una volta OOo non fa una piega cambiando questo “default” – si limita a dire “Oh, OK.”; giuro che l’ho sentito) [edit: come dice calca nei commenti questo comportamento potrebbe essere una impostazione del locale... boh]
  • il problema più grave, però, è che per Excel un CSV può essere soltanto in LATIN1 e niente altro. Avete codificato il CSV in UTF8? Tempo perso. No way. Niente da fare. Da qualche parte si legge che aggiungendo il dovuto BOM all’inizio del file il signorino dovrebbe onorarlo… a me non è sembrato.

La cosa curiosa, per quanto riguarda quest’ultimo punto, è che se da Excel stesso esporti uno sheet in fomato CSV contenente dei caratteri non ASCII, il CSV che ottieni è appunto non in formato UTF8, e dunque avrai le famose accentate sminchiate. Va da sé che non esiste opzione per modificare questo comportamento.

Se sei stato più fortunato di me, fammelo sapere e te ne sarò grato.


Click Sicuro ma non libero

I nostri parlamentari, tra una cosa e l’altra, partecipano alle commissioni di lavoro. Una di queste commissioni, quella sull’infanzia, ha promosso la nascita di un software per il controllo della navigazione dei minori.

Il software verrà installato dal genitore sul computer del figlio o della figlia, e fungerà un po’ da firewall intelligente (dove navighi, cosa dici, a chi lo dici, eccetera) durante la navigazione sul web.

A parte l’efficacia o meno del mezzo, sulla quale non sta a me giudicare, quello che mi perplime parecchio sono due questioni:

  1. che i nostri parlamentari promuovano l’uso e l’acquisto di un software commerciale di una non meglio precisata azienda
  2. che i nostri parlamentari promuovano l’uso e l’acquisto di un software NON LIBERO.

Se avessi un figlio, mai e poi mai installerei sul suo computer un software promosso da dei politici di cui conosco bene l’insulsa predisposizione tecnologica senza avere le garanzie di indagine sullo stesso che mi può fornire un software di cui ho a disposizione i sorgenti. Chi mi garantisce che il traffico di mio figlio non venga monitorizzato e analizzato per secondi fini? Nessuno.

Il software in questione, che non linko, è acquistabile online su http://clicksicuro.it (il sito è tutto in Flash, con una bella musichetta di sottofondo).

La notizia la leggo dal Giornale, sia da parte della On. Mannucci che della On. Mussolini. http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=354098 http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=354107 http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=354100

Aggiornamento. Tanto per dire: una delle due società che sembrano essere le creatrici del software in questione ha il dominio scaduto mentre l’altra ha un bel 404 nella pagina di download del software Click Sicuro.


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