L’albero della gomma è originario del sudamerica. Per mantenere il monopolio della produzione di tale prezioso elemento fino alla seconda metà del XIX secolo l’esportazione dei semi di tale albero era assolutamente vietata e ferocemente punita. Poi, nel 1876 un tizio – tale lord De Wickam – riuscì a rubare delle piantine dall’amazzonia e piantarle in Malesia e Ceylon (in europa tale pianta non riesce a crescere). Il mercato della gomma non sarebbe più stato lo stesso (almeno fino alla creazione della gomma sintetica, intorno al 1915). I vari latifondisti brasiliani, sfruttutatori dei popoli indigeni, piansero lacrime amare sulla montagna di soldi e posti di lavoro perduti.
Il colore indaco veniva prodotto anticamente da una pianta di origine indiana (e da alcune specie di molluschi). L’esportazione di tale pianta era assolutamente osteggiata e severamente punita (anche dall’inghilterra, di cui l’India era colonia) ma alla fine del XIX secolo un chimico – tale K. Heumann – scoprì il sistema per sintetizzarlo artificialmente e vendette il brevetto alla BASF. Tale scopertà rovinò ovviamente moltissimi produttori indiani.
Verso la fine del XIX secolo, insomma, i paesi che avevano il monopolio dei coloranti, della gomma, delle sostanze medicinali, tratti dalla natura sono stati investiti da profonde crisi economiche.
Nella Venezia del XVII secolo il segreto della produzione degli specchi era un valore tanto importante che chi ne lo avesse trafugato sarebbe stato condannato a morte. Alcuni operai muranesi vengono infine segretamente chiamati in Francia per avviare una produzione locale di specchi. Da quel momento tantissimi produttori di specchi veneziani lamenteranno perdite economiche di posti di lavoro.
Queste storie (e sono sicuro che si potrebbero trovare decine di esempi simili) mi vengono sempre in mente quando leggo i vari commenti sui casi di sequestro dei siti che facilitano lo scaricamento illegale di contenuti protetti da licenza d’uso e/o diritto d’autore. Il più recente è stato il caso del sequestro del sito LinkStreaming, condotto in combutta con le varie federazioni anti pirateria. Secondo il comunicato delle Fiamme Gialle, «le perdite generate dalla pirateria in Europa nel solo 2009 ammontano per Stati ed imprese del settore a circa 13 miliardi di euro di mancati ricavi … e la perdita di oltre 250mila posti di lavoro nel settore dell’entertainment».
Mi chiedo se non dovremmo anche preoccuparci dei posti di lavoro persi in sudamerica a causa della scoperta della sintesi della gomma, o della scoperta della sintesi dell’indaco o anche dei problemi nati dalla pirateria del segreto industriale della creazione degli specchi. Oppure, magari, non ci dovremmo rallegrare perché alla fine tutti questi “problemi” non hanno fatto altro che migliorare la nostra qualità della vita?
4 Responses to “La gomma, l’indaco, gli specchi e la pirateria digitale”
Hai dimenticato l’estinzione degli amanuensi.
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bellissimo articolo Claudio
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grazie grace :) (ma dov’eri sparita?)
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(ero caduta in un pozzo profondo e lì non c’era connessione di rete :-D )
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