Quando ero giovane mia madre dovette affrontare il fatto che ero diventato ateo. O meglio, che glielo avevo semplicemente detto. Non si arrabbiò né si scandalizzò, ma reagì stupendosi di come potessi vivere “senza speranza” o “senza fede”.

Ieri a Bologna una donna ha trucidato a coltellate i suoi due figli piccolissimi, per poi uccidersi lanciandosi dal terrazzo. Nella lettera di addio c’è scritto “li porto con me“.

Ora io mi chiedo: se questa storia dell’altrove, dell’aldilà, della speranza e quant’altro fosse relegato da sempre ai film di fantascienza e non a qualcosa di serio che cercano di inculcarti, quei bambini sarebbero ancora vivi? Secondo me sì.