Quando ero giovane mia madre dovette affrontare il fatto che ero diventato ateo. O meglio, che glielo avevo semplicemente detto. Non si arrabbiò né si scandalizzò, ma reagì stupendosi di come potessi vivere “senza speranza” o “senza fede”.
Ieri a Bologna una donna ha trucidato a coltellate i suoi due figli piccolissimi, per poi uccidersi lanciandosi dal terrazzo. Nella lettera di addio c’è scritto “li porto con me“.
Ora io mi chiedo: se questa storia dell’altrove, dell’aldilà, della speranza e quant’altro fosse relegato da sempre ai film di fantascienza e non a qualcosa di serio che cercano di inculcarti, quei bambini sarebbero ancora vivi? Secondo me sì.
6 Responses to “Concorso di colpa”
Hai ragione. Ho sempre pensato che fosse più virtuoso avere un’etica pur essendo atei che non credenti. Mi suona molto “meschino” comportarsi a modo perché c’è un essere grande e potente che alla fine della tua vita ti “farà menare” per l’eternità se non sei stato “bravino”.
Ah, a mia madre, preoccupata per il mio pastafarianesimo, ho detto che se c’è un paradiso e se lei ci finirà dentro, dovrò per forza esserci anch’io, altrimenti che paradiso sarebbe per lei? Apparentemente l’ho convinta :-)
è sempre difficilissimo giudicare un suicidio.
credo che una persona che arrivi a farlo davvero, abbia un dolore interiore così profondo da sfuggire ad ogni logica e giudizio.
per una mamma poi è più diffile valutare questa “possibilità”, non sopportare di continuare a vivere, non sopportare di lasciare i propri figli.
la scelta di questa donna è pura follia,
ma credo che la fede c’entri poco niente, è il dolore di stare qui non la speranza di andare là che spinge.
grace
Grazia, io non sto giudicando un suicidio, me ne guardo bene! Mi faccio solo una domanda (provocatoria)… La mia è una riflessione, generata da questo episodio. Lei non si è solo suicidata, ma ha anche ucciso, e non ci sono scuse che tengano… chi uccide è sempre giudicato.
Nel mio giudizio sulla sua tremenda “scelta”, mi chiedo che ruolo possa aver avuto la sua “fede”… magari in realtà il suo omicidio è stato solo dettato dall’egoismo. Chissà.
premesso che è impossibile giudacare l’atto e capire come mai una persona possa uccidere per poi suicidarsi, se la si mette sulle credenze, dio, cattolicesimo ecc, si potrebbe obiettare che è stato il diavolo che impossessatasi della donna le ha fatto fare questo bel giochino. Tanto per divertirsi.
Comunque anche io mi ritengo ateo e se proprio non posso essere definito ateo, quantomeno agnostico :)
Dai Cicali, questa è tirata per i capelli…
L’incidenza della malattia/patologia mentale è la causa; che poi vada ad attingere a piene mani nel proprio credo, ma solo nella forma, mi sembra assolutamente naturale.
Ma baderei a non invertire causa/effetto.
com’è difficile essere provocatori con voi biechi illuministi :)
Additional comments powered by BackType