E così ieri mattina, all’improvviso, il portatile di Antonella ha reso l’anima al Dio Dei Computerini. Il monitor si è fulminato.
Il portatile, un Acer 3810T Timeline 13 pollici, era stato acquistato sabato scorso e le caratteristiche sono strepitose: ultraleggero (1.6Kg) e con una batteria clamorosa (si parla di 8 ore di autonomia). Appena arrivato a casa il portatile è stato subito de-Vistato. Al posto del buffo sistema operativo della Microsoft è stata messa una Ubuntu 9.04.
Le cose non sono andate benissimo: la scheda di rete non è compatibile ed occorre scaricarsi e compilarsi un moduletto (facile). È inoltre necessario disattivare l’AHCI del disco (da BIOS, va messo in modalità IDE). Facile.
Più difficile è stato diagnosticare il motivo per il quale, ogni tanto (una volta al giorno), il sistema operativo dichiarasse di non poter scrivere sul disco rigido. Occorreva riavviare, e sperare nel successivo fsck.
Apparentemente un aggiornamento al kernel 2.6.30 aveva sistemato anche quel problema, rendendo alla fine il portatile FULL supported, per così dire. Finché ieri… il video prima ha tremato un po’ e poi… è diventato tutto bianco. Fine.
Rimpacchettato tutto, siamo andati da MediaWorld a farcelo cambiare. Nessun problema dal punto di vista della garanzia: dopo aver tentato di accenderlo il commesso ha verificato che non si vedeva nulla (e qui non nascondo che abbiamo temuto che si potesse accorgere che sulla macchina non fosse presente NESSUN sistema operativo, magari attaccando un monitor esterno. Sono sicuro che avrebbe iniziato a dare la colpa a qualche nostro intervento software (linux!) o a un cattivo aggiornamento di qualche driver).
A questo proposito non ho ancora avuto la sfortuna di sapere se e quante storie ti fanno in fatto di garanzia se sul portatile che porti a riparare dovessero trovare un altro sistema che non sia il preinstallato Windows. Per sicurezza, nel caso dell’Acer, ci siamo fatti i DVD di “ripristino” tramite l’apposita utility del fornitore.
Questa utility crea dei DVD che fanno sì boot e, ATTENZIONE, una volta partiti chiedono se si voglia ripristinare completamente il sistema: però mentono. Infatti si aspettano di trovare un file system NTFS sul nostro hard disk (dunque il ripristino è “soft”: fanno semplicemente una copia e non aggiornano neanche l’MBR; che può andare anche bene, ma almeno dammi questa opzione!). Se così non fosse daranno il classico errore del cazzo mezzo in italiano e mezzo in inglese e si fermeranno. Per cui, se si vuol essere sicuri di non andare incontro a problemi di questo tipo, i consigli possono essere:
- farsi comunque i DVD di ripristino (che, tra le altre cose, si possono fare UNA volta sola. Fantastici).
- lasciare sempre una partizione sul disco con il Windows originale (e magari anche la partizione di ripristino). Questa operazione è possibile dal momento che con il programma gparted (usato in fase di installazione di Ubuntu oppure direttamente dal LiveCD della stessa distribuzione) è possibile fare il resize della partizione NTFS. Per portare una partizione di 350GB a 35GB ci sono voluti circa 30 minuti.
- formattare tutto e installare la nostra Ubuntu. In caso di necessità, occorre ripartire con un LiveCD e formattare il disco come NTFS: prima si fa la partizione con gparted e poi la si formatta con mkfs.ntfs. Ricordatevi in questo caso di usare l’opzione –fast o ci passerete una vita. A questo punto si dovrebbe usare il programmillo ms-sys (non distribuito con Ubuntu) per togliere un eventuale grub nel’MBR e ripristinare quello di Vista. Ho detto “dovrebbe”, perché per motivi che non sto qui a spiegare non sono riuscito a portare a fondo questa procedura e non posso garantire il funzionamento. Occhio che a ms-sys occorre passare il device e NON la partizione! (es: /dev/sda e NON /dev/sda1 )
OK, così siamo da MediaWorld a cambiare il portatile. Peccato che tutti i MediaWorld della zona (Bologna) avessero finito le scorte di QUEL portatile e, ancora più strano, non ne erano stati ordinati altri.
Antonella ha dunque dovuto fare buon viso a cattivo gioco e “approfittare” di una prezzo d’occasione su un portatile appena uscito: l’HP Pavilion dv3 2020el (leggi scheda). Molto più potente dell’Acer, 50€ di differenza. Nel confronto si perde un po’ di autonomia di batteria (l’HP è comunque un 6 celle) e si guadagnano circa 600gr di peso. Per il resto, però, è un’altra storia: Core2 8600 a 2,4Ghz, scheda video Nvidia con 512MB dedicati, disco da 360GB, masterizzatore interno (l’Acer non ce l’ha) e, che non guasta, una qualità componentistica certamente superiore.
Tornati in ufficio con l’acquisto, lo spacchettiamo e iniziamo la procedura pallosissima di “masterizzazione dei DVD di ripristino”. Durata totale dell’operazione: 5 ore. Cinque ore. Cinque. Ore. Per masterizzare 3 DVD. E perché? Perché (probabilmente) l’operazione è effettuabile UNA SOLA VOLTA e allora, a scapito di 5 ore di vita di un povero mortale, la procedura occorre farla in maniera estremamente cauta e lenta… Che merde.
E cosa ci troviamo su un portatile appena acquistato? 30GB di schifezze. Trentagiga di utility assurde, programmi in versione demo, giochi che devi comprare, programmi che appena li esegui si connettono a internet senza chiederti il permesso e vanno chissà dove a dire chissà cosa. Il system tray con 10 icone di altrettanti programmi che non si sa che fanno. Gli antivirus che ogni 5 minuti appaiono e ti chiedono o di acquistare il prodotto o di far riavviare la macchina. E in tutto questo, per far partire IE7 per passare un po’ il tempo, ci vogliono svariati secondi prima di atterrare… sulla home page di AOL!?
Ma come si fa, dico, a usare e legittimare l’uso di un sistema del genere? (e per sistema non intendo “Windows” in sé, quanto proprio questa cafonaggine da parte dei produttori).
Che roba. Bah! Chiavetta USB e dopo 30 minuti di NTFS resize e 10 minuti di installazione Ubuntu era lì pronta.
Problemi? Solo l’audio: occorre aggiornare manualmente Alsa alla versione 1.0.20.
Per ora non posso dire altro che con Ubuntu l’HP Pavilion dv3 2020el è una bomba. Con Windows è una roba ridicola e ributtante, come tutti i portatili odierni.
8 Responses to “Altro sabato, altro portatile”
Per esperienza personale, sono molto d’accordo, sia per la scelta del notebook, sia nella valutazione di Window SVista come una skifezza, sia per la scelta di una distribuzione GNU/Linux. Complimenti.
Ciao ho letto il tuo articolo, ho visto anch’io in negozio il portatile hp ma ad oggi non ci sono i driver per la scheda video nvidia Geforce G105M (se non erro) Non hai riscontrto problemi con i pulsanti a sfioramento del volume e wi-fi?? Ciao e grazie
Ciao ho letto il tuo articolo, ho visto anch’io in negozio il portatile hp ma ad oggi non ci sono i driver per la scheda video nvidia Geforce G105M (se non erro) Non hai riscontrto problemi con i pulsanti a sfioramento del volume e wi-fi?? Ciao e grazie
Virgy: con i tasti a sfioramento non ho avuto nessun problema e solo qualcuno con la scheda video: i driver ci sono, ma sono un po’ instabili e ogni tanto il pc si pianta. Ma la cosa si sistema con il riavvio forzato dal crash. Ho smanettato invece un po’ di piu’ (ma roba davvero marginale sia in termini di tempo che di difficolta’) con i driver Alsa, ma se segui quando scritto nel link che segue non dovresti avere problemi:
http://monespaceperso.org/blog-en/2009/05/09/upgrade-alsa-1020-on-ubuntu-jaunty-904/
L’Acert 3810T si è scassato: lunga vita all’HP Pavilion DV3 2020EL :)
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col mio HP dv5 ci ho messo solo un paio d’ore per i 2 dvd di ripristino. mi sembra strano così tanto tempo. di "schifezze" ne ho tolta qualcuna, altre invece son utili. A me fila tutto liscio anche con Vista, finora nessun problema.
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Alessandra, per noi i DVD sono stati 3. E poi uno, ho dimenticato di dirlo, ha fallito la "verifica" e siamo stati costretti a rifarlo :)
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però fallire già la verifica all’inizio..capperi
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