In questi giorni sto leggendo una bella raccolta di scritti di Indro Montanelli. Durante la lettura, soprattutto negli scritti durante il fascismo, non ho potuto fare a meno di sottolineare dei passaggi che mi sono sembrati abbastanza significativi e talvolta attuali in maniera preoccupante. Vi invito a leggerli.

Si andava alla catastrofe. Tutti lo sapevano. Ma ci si andava ridendo. C’era una bella differenza fra lo scoppio della guerra che avevo visto a Berlino e quello che ora vedevo a Roma. I tedeschi non capivano e piangevano. Gli italiani capivano e ridevano. Gli uni e gli altri intonavano le proprie reazioni al rispettivo destino: il destino dei tedeschi è la tragedia, quello degli italiani la commedia. Cercai di esprimere tutto questo in un articolo che, pubblicato su Panorama, fece sopprimere la rivista. A me personalmente non fecero nulla perché, avendo fatto sopprimere una rivista, avevo praticamente reso un favore al ministero della cultura. Questo, più giornali si sopprimevano, e più si ingrandiva. A poco a poco la stampa italiana sarebbe diventata un solo giornale controllato e diretto da un enorme ministero con dodici palazzi e centomila funzionari. Mussolini non voleva problemi. Per risolverli, ne proibiva la discussione. Quanti meno giornali c’era, tanto meno si discuteva. Così si distrusse la malaria in Sardegna e si sopperì ai bisogni dell’esercito: proibendo di parlane. E così anche si affrontarono i rischi della guerra: proibendo di dire che c’erano.

– Indro Montanelli, Gente Qualunque (1945)

[Mussolini] Mi proibì di sposare quella donna perchè era ebrea, quell’altra perché era straniera. Quando me ne scelsi una, mi impose di considerare gli amplessi con lei come un servizio nazionale per la procreazione di altri figli che anche loro avrebbero portato la camicia nera, gridato viva il Duce eccetera eccetera. Non poteva continuare. Ecco ciò che sentivo io, trentacinquenne uomo della strada: che non poteva continuare. Io non volevo fare politica. Ha il diritto un uomo della strada di non far politica? Ha il diritto un uomo della strada di dire che il governo ha fatto bene a far questo e male a far quest’altro? Ha il diritto un giornalista, che è un uomo della strada, il quale va a vedere e a riferire le cose per conto degli altri uomini della strada, ha il diritto di riferire che i fatti si svolsero così e così, e che in essi c’era tanto di bello e tanto di brutto, tanto di giusto e tanto d’ingiusto?

No, il fascismo disse che un uomo della strada non ha tutti questi diritti. Ecco perchè diventai antifascista. Non perché al posto di Mussolini ci volevo un altro, ma perché non ci volevo nessuno. Io volevo stare alla finestra.

– Indro Montanelli, Gente Qualunque (1945)