Monthly Archives: February 2009

Il mio nuovo progetto: appdate.it

Da ormai qualche settimana è online il mio nuovo progetto; il suo nome è appdate.it ed è un sistema di tracking dei rilasci dei software più famosi.

Il sistema è ovviamente rivolto a chi lavora con quegli applicativi e le informazioni raccolte sono quelle strettamente sufficienti a ottenere lo scopo primario del sito; non esiste, dunque, una “scheda informativa” del progetto, ma solo un link alla home page del progetto.

La lista dei progetti viene aggiornata continuamente e al momento sono raccolti i progetti che io personalmente uso o ritengo di particolare interesse (per cui, sono famosi per me) ;)

Le informazioni sono raccolte andandole a prendere direttamente dal sito del progetto… ognuno di essi ha dunque un suo specifico bot (scritto in Python) che ad intervalli regolari se ne va a fare scraping e ad estrarre le informazioni necessarie (versione corrente, data di rilascio, link al ChangeLog, link al download). Purtroppo questo è il punto debole di tutto il progetto; i bot non si adattano automaticamente ad una nuova versione del sito, e in tal caso, quando ci se ne accorge, occorre intervenire a mano; inoltre non esiste un minimo standard tramite il quale le informazioni che interessano possono essere prelevate; ogni sito, in pratica, è una storia a parte.

Ogni volta che viene rilasciata una nuova versione di uno dei progetti tracciati, questo apparirà in cima nella lista in home page del sito. Ovviamente il sistema fa ampio uso degli RSS; chiunque può iscriversi al feed RSS principale di Appdate e ricevere così gli aggiornamenti dei progetti tracciati (incluso, ovviamente, appdate stesso).

Appdate permette anche di crearsi un proprio feed RSS contenente soltanto i progetti a cui uno è interessato; non è necessaria nessuna registrazione: basta cliccare sul bottone nella colonna di destra e in questo modo si “aprirà” il proprio scaffale virtuale sul quale poter appoggiare i progetti selezionati tramite una spunta del relativo checkbox accanto al nome dello stesso. Togliendo la spunta, il progetto viene tolto immediatamente dallo scaffale.

Al momento sono tracciati 16 progetti.

Credo che l’idea, nella sua semplicità, possa essere abbastanza utile, sopratutto quando la base dei progetti sarà molto ampia.


Mediaworld e il Samsung T240HD

A mia memoria e spero per l’utilità di qualcuno, voglio raccontare l’acquisto di un monitor Samsung da Mediaworld.

Leggo in rete di questo monitor 24 pollici; se ne parla benone e costa relativamente poco. Affare fatto: vado su bow.it e tento l’acquisto per ecommerce. Al momento del pagamento il monitor è dato disponibile e mi arriverà in un paio di giorni.

Il giorno dopo controllo sul sito e l’ordine è bloccato: il pezzo manca e arriverà in 15/20 giorni. OK, disdiciamo l’ordine; il giorno dopo l’ordine è disdetto (lo si può fare solo via email) e i soldi reintegrati sulla carta di credito.

Cosa ho imparato:

  • Non acquisterò mai più su bow.it (è già la seconda volta che mi fanno lo scherzetto della finta disponibilità)
  • Bow non ha un sistema automatico di annullamento ordine; devi mandare una email e attendere (nel mio caso un giorno intero).
  • Pur pagando con Paypal la procedura di rimborso è immediata (qualche ora). I soldi transitano di nuovo per Paypal e poi vengono riaccreditati tramite carta di credito.

Sopraggiunge il sabato e decido di fare un salto da Mediaworld. Anche loro hanno quel monitor, ma la versione più “lussuosa” ovvero quella che è anche TV. Pazienza, magari un giorno mi tornerà utile. E’ in offerta a 400€: affare fatto. Il commesso mi fa gentilmente sapere che non devo comprarlo se non sono sicuro che la mia scheda video supporti 1900×1200.

“Cambierei la scheda video, nel caso”

“Beh, dipende: se ha una scheda AGP non la troverà più… dovrebbe cambiare tutto il PC”

“… mi dà, per favore, il monitor?”

Appena lo provo, delusione tremenda: la parte superiore dello schermo è più scura (meno retroilluminata) della parte inferiore. Il problema è talmente evidente che decido che si tratta di un difetto; rimballo tutto e il lunedì pomeriggio sono di nuovo da Mediaworld.

Parlo con lo stesso tizio che mi aveva venduto il monitor; si fa descrivere il problema (fidandosi di quello che dico, senza provare il monitor) e poi mi presenta le opzioni:

  1. Mi ridanno i soldi con il diritto di recesso (anche se non potrei, visto che hanno emesso fattura)
  2. Integrando una piccola cifra cambierei monitor, prendendo un HP
  3. Telefono io in Samsung e loro mi rifaranno avere un altro monitor subito, via corriere

Ora qui ammetto che la colpa è mia, avrei dovuto essere un po’  più “aware” dei miei diritti.

Prendo in considerazione l’opzione numero due, ma il monitor HP non lo conosco (e tantomeno gli addetti alla vendita); per cui chiedo:

“Avete una postazione web dove posso fare una ricerca sulle caratteristiche VERE del monitor?”

“Seee, magari!”

“…”

Bene, allora scelgo la 3 (il monitor Samsung mi pare comunque bello e performante… non voglio i soldi indietro).

Torno a casa con il monitor sotto braccio e la mattina dopo telefono in Samsung. La gentilissima ragazza mi informa che potrebbero fare quello che ho chiesto (spedirmi un altro monitor), ma:

  • Mi darebbero un monitor riciclato, non uno nuovo (normale operazione di sostituzione in garanzia)
  • Entro 15 giorni dall’acquisto la SOSTITUZIONE CON PEZZO NUOVO è carico del rivenditore (Mediaworld)

Bene… si riparte per Mediaworld con il monitor sottobraccio.

Finalmente incontro un altro commesso che rimane perplesso per quello che mi aveva dichiarato il suo collega (che non è presente) e mi fa avere subito un altro monitor identico e nuovo.

Tutto bene, dunque? No. Il monitor sostituito ha lo stesso difetto del precedente che, a questo punto, credo sia proprio un problema insito nel modello o nel tipo di costruzione di questi LCD economici.

Lezioni imparate:

  • Se hai bisogno di assistenza professionale e prodotti professionali, non andare da Mediaworld (è una loro scelta, non una loro colpa)
  • Informati sempre molto bene sul monitor LCD che vuoi comprare, soprattutto per quello che riguarda le caratteristiche “nascoste”, ovvero il tipo di retroilluminazione e il tipo di pannelli
  • Se vuoi un monitor serio stai lontano dagli economici pannelli “TN”; costano e valgono poco (a occhio si distinguono per l’angolo di visualizzazione di 160/160 invece dei circa 180/180 di quelli di buona qualità)
  • La Samsung ha un ottimo servizio clienti
  • A Mediaworld chiudono un occhio sul recesso (una settimana) anche verso i professionisti (non so, però, per le aziende)

L’italia dei pazzi, a pezzi

Di solito non uso il blog per commentare quello che succede in questo paese, ma stavolta devo fare un’eccezione. Credo che quello che ieri è stato legiferato sia uno scempio terrificante, per tanti motivi che vanno aldilà delle semplici, reali, conseguenze. Parlo delle motivazioni becere che lo hanno prefigurato, della legittimazione miope di tanta gente che non vede ad un palmo dal proprio naso, parlo di questa sorta di “voto di scambio” che deve garantire alla lega fascista qualche contentino per evitare problemi di navigazione ad un governo di destra sempre più feroce e populista.

E ne parlo solo per un motivo: perché credo che sia l’unica cosa che possa essere fatta; in un paese seppellito dall’ignoranza e dalle lobby cattoliche l’unica speranza è che questi sfoghi siano raccolti dai motori di ricerca, come tanti messaggi in bottiglia in un mare di merda, e che si presentino per sbaglio a coloro che sono convinti di vivere in uno stato di diritto, dove tutti sono uguali e dove non esiste censura.

Ieri sono stati approvati, tra gli altri, tre emendamenti al pacchetto sicurezza che lasciano soltanto stupiti

  1. Possibilità da parte dei medici di denunciare i clandestini; non ce n’era nessun bisogno, ma qualcuno ha sentita la ncessità di complicare la faccenda così che un clandestino pagato a nero da qualche mafioso (del sud o del nord) se si farà male sul posto di lavoro dovrà rischiare la denuncia per curarsi. E’ già difficile convincere una ragazza clandestina a partorire in ospedale, figuariamoci adesso; e ve li siete già scordati i casi di circoncisione fatti in casa? Non era il caso, forse, di andare incontro a queste persone piuttosto che ostacolarle? Cosa dovrebbe risolvere questo provvedimento idiota? E i signori cattolici da che parte stanno? Sono troppo impegnati a dire cazzate su Eluana Englaro (o solo “Eluana”, come la chiamano loro)?
  2. Le ronde padane sono legittimate, ovvero le squadre protofasciste possono scorrazzare come vogliono imponendo il volere dei loro kapò. Non devono andare a spasso armate. Un bastone da baseball è un’arma? Un chiave inglese? Un martello? E se picchiano qualcuno fino all’incoscenza solo perché spaccia, poi come farà questa persona a difendersi legalmente? Perché invece di finanziare con 40 miliardi di euro la voglia degli italiani di comprarsi un frigorifero, non si pensa invece a dare una mano a quegli uffici di pubblica utilità (e sicurezza) che non hanno più risorse?
  3. Ancora più censura per Internet. Stavolta il genio non fa parte del governo, ma dell’UDC. Ma, ancora una volta (incredibile) la colpa è alla fine della lega nord. Dal senatore D’Alia era partita una riflessione sul fatto che occorrerebbe mettere un freno a certi contenuti su internet (nella fattispecie si parlava di apologia di reato, ma non è finita così). Questa splendida idea è stata raccolta dai buzzurri della lega nord trasformandolo in questo provvedimento (e il senatore D’Alia ha votato contro!):

    Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorita` giudiziaria, puo` disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di connettivita` alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

  4. Il grassetto è mio: cosa si intenderà e quali saranno le conseguenze opportunistiche di uno stato in mano a dei pazzi del “disobbedire alle leggi”?

    Ovviamente c’è poi tutto il discorso tecnico legato a questo tipo di censura, riflessione che rimando alla lettura del post di Quintarelli sulla questione.

Non ho molto altro da dire, come credo nessun altro. I tempi sono questi ed evidentemente ce li siamo meritati. L’opposizione non esiste, la sinistra non esiste più (ed è tuttora delegittimata nel pensiero comune, al suono di “dagli al comunista!”), il fascismo strisciante è sempre  meno strisciante…

Per favore, non lasciate commenti che possano in qualche modo “disobbedire alle leggi”, che altrimenti rischio una multa di 50mila euro (minimo).

Libertà di espressione?

Piccolo aggiornamento, solo per segnalare questo commento su un post di Macchianera. Condivido al 100%, e un bravo a chi l’ha scritto .


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