All’inizio del mese (agosto 2008) è iniziato il mio viaggio in Norvegia in moto in solitaria. Ho commesso diversi errori, soprattutto nella preparazione del viaggio. Li ho scontati quasi tutti, dovendo rinunciare per diversi motivi a raggiungere Bergen, meta del viaggio (sono arrivato a Stavanger). La moto si è poi rotta al ritorno, verso Hannover… ma questa è un’altra storia. Quello che voglio scrivere sono quelle cose, quei dettagli, che magari potranno servire sia a me (per il futuro) sia a chi magari vuol fare la stessa esperienza.
- E’ falso che in Norvegia viga il limite dei 70 all’ora; questo è quello che in effetti viene segnalato dai cartelli appena si entra nel paese. In realtà la strada che fa il SUD della norvegia (che è anche quella consigliata a chi non ha troppa fretta) e che raggiunge Bergen – la E39 – ha spesso il limite ai 100 o agli 80. Inoltre le strade principali sono piuttosto trafficate e andare più veloci non ha molto senso. Se si vuole fare l’interno (Oslo – Bergen) ricordarsi che le strade possono anche essere di montagna, strette e noiose
- E’ falso che in Norvegia la polizia sia severa e ti sequestrino la moto. Questo è un’altra di quelle cose che si sentono dire, prima di partire. In realtà ho visto solo UNA macchina della polizia (Politi) e nessun appostamento per controlli. Sei nei guai se superi di 36 km/h il limite di velocità, ma per numeri inferiori paghi la multa e sei a posto (ad onor di cronaca devo riportare che queste informazioni mi sono state fornite da motociclisti norvegesi. Forse, ma mi pare poco probabile, motociclisti non norvegesi vengono trattati diversamente)
- Effettivamente la Norvegia è carissima. Ma solo se si fa vita mondana o si ha la tendenza a frequentare le “tourist trap” (un bicchiere di birra, anche 10 euro. Entrata alla “sagra del gamberetto” in un paesotto, 30 euro). La benzina costa quanto in italia e una notte di campeggio ti viene via per 12 euro. Un chilo di salmone va sui 15/20 euro (hint: fermati ad un supermercato, compra qualche etto di salmone o aringa e un po’ di pane e sei a posto per la cena).
- I campeggi in Norvegia sono orribili. Venendo da D, S e DK, quando arrivi in N la maggior parte dei campeggi sono una delusione terribile. Capita anche di trovare campeggi con due o tre cessi per tutto il campeggio.
- In Norvegia non si deve considerare la giornata di pioggia una “brutta giornata”, ma la giornata di sole una “bella giornata”. E’ una questione di prospettive. Ti devi abituare al bicchiere mezzo vuoto. Spesso il tempo cambia velocemente, per cui se inizia a piovere magari dopo mezz’ora trovi il sole che ti asciuga. Talvolta invece piove e basta (due giorni su tre, personalmente). Inutile chiedere previsioni del tempo; chiunque ti risponderà “You’ll never know”
- Obbligatorio il sacco a pelo almeno pesantino. Io sono partito con un “max 5 gradi” e fino in svezia ho dormito bene… poi ho dovuto mettermi sempre ANCHE un paille
- la maggior parte dei motociclisti del posto indossa un giacchettino fluorescente giallo per aumentare la loro visibilità. Non ho però capito se si tratta di un obbligo o meno
- Il traghetto Kristiansand – Danimarca costa circa 100 euro (moto più persona) e il tragitto dura 3 ore e mezza
- Oslo non merita, a meno che non si sia qualcosa di più di cacciatori di capitali estere e si abbia tempo (e soldi) da perdere. Ad Oslo sono scivolato sui binari del tram (ovviamente stava piovendo)
- Ci sono vespe (gli insetti) ovunque
Bon, spero di poter concludere questa lista quando la norvegia me la sarò fatta TUTTA…
One Response to “Un po’ di Norvegia in moto – che c’è da sapere”
Caro Claudio
Io a giugno 2008 sono andato in Norvegia con una crociera msc partendo da amsterdam (da bari dove abito in aereo), sono arrivato fino a capo nord. Sono partito da Bergen credo, in autobus. Lungo la strada, sembrava ina strada di alta montagna con il mare vicino, ho visto parecchi motociclisti. Andare la’ significa fare un percorso in alta montagna lungo 2000 km, e mi sono chiesto ma i norvegesi come fanno a stare in norvegia d’inverno mah! potenza della natura umana.
Ciao
Saverio
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